Comunicato n. 3 del 17 luglio 2012

Cari Amici,
desidero, innanzi tutto, anche a nome dell’intero Consiglio Direttivo, ringraziarvi per la fiducia ed il sostegno che avete dato alla nostra Associazione.
Come vi è noto, la nascita dell’Associazione si è resa necessaria anche per garantire alla varie parti in causa (soprattutto, ai liquidatori del Fondo COMIT ed alle Organizzazioni Sindacali) un interlocutore affidabile e collaborativo con il quale cercare una possibile soluzione all’annosa vertenza.

A questo riguardo, abbiamo predisposto una breve scheda (cfr. all.1) – peraltro già pubblicata sul nostro sito Internet - per fare chiarezza sui rapporti legali esistenti, alla luce dei fatti incresciosi che si sono verificati negli scorsi mesi.

Dalla stessa si evince che si è voluto creare, ad arte, soltanto un gran polverone (sono fioccate le diffide, le revoche, sono stati “stracciati” accordi già presi) tutto per nascondere probabili mire diverse e a più lunga scadenza, non certo nell’interesse dei colleghi in pensione.

Ci chiediamo per quale motivo si è voluto ostacolare, con forza e rabbia, l’inserimento, nel controricorso in Corte di Cassazione, del “famoso” ricorso incidentale per la validità dell’accordo”, atto giuridico previsto addirittura nel mandato conferito agli avvocati (cfr. all. 2).

Perché si è voluto creare un “casus belli” per un’opportuna richiesta alla Suprema Corte di un esame della vertenza in tempi ragionevolmente più brevi degli ordinari?

Perché si voleva far passare tanto tempo (stimato in quattro/cinque anni) senza che nulla potesse accadere?

Bisogna, infatti, tenere presente che in pendenza di un giudizio di Cassazione, né il Fondo né, tanto meno, il Tribunale di Milano, avrebbero potuto assumersi la responsabilità di dare inizio a procedure liquidatorie non autorizzate.

Soltanto la determinazione e la correttezza professionale degli Avv. Civitelli, Fasano e Iacoviello (chissà perché non quattro?) ha potuto “sorvolare” a tali iniziative dilatorie. All'iniziativa hanno prontamente partecipato anche gli Avvocati del Fondo Pensioni, rafforzando così una richiesta di vitale importanza, considerati anche i numerosi anni già trascorsi.

Nei giorni scorsi la Corte di Cassazione ha, infatti, fissato al prossimo 17 ottobre, solo sette mesi dopo il deposito, l’udienza di discussione per trattare tutti i procedimenti relativi alla nota questione del Fondo COMIT.

Finalmente avremo un punto fermo e certo dal quale ripartire.

Nel frattempo la nostra Associazione si sta adoperando (contatti informali e positivi ci sono già stati) per “rianimare” i presupposti che hanno portato al primo importante accordo tra Pensionati, senza trascurare controparti quali i Sindacati. Riteniamo, infatti, che soltanto con un’azione di stretta, costruttiva e allargata collaborazione si potranno superare ostacoli ed eventuali diffidenze.

Per raggiungere quest’obiettivo è indispensabile poter contare sul vostro aiuto: più siamo e maggiore peso avremo nelle trattative.
E’ necessario, pertanto, che ognuno di noi si faccia portavoce presso amici, conoscenti, ex colleghi per indurli a darci il proprio appoggio. Soltanto con il metodo del “passaparola” possiamo aumentare il numero dei soci.

Grazie per l’attenzione e sinceri auguri a tutti di buone vacanze

per il Consiglio Direttivo
Il Presidente
Leonardo Esposito

Milano, 17 luglio 2012

Allegato al comunicato n. 3/2012

Fondo Pensioni COMIT - facciamo un po’ di chiarezza
REVOCHE DEI MANDATI AI LEGALI – nessun effetto pratico per i ricorrenti. Alle udienze in cassazione parteciperanno tutti e quattro i legali; con la sola differenza che coloro che hanno revocato il mandato saranno difesi da un solo legale, mentre i restanti ricorrenti dagli altri tre.
COSTI – anche per questa voce nulla è cambiato. Il “patto lite” del 10% verrà comunque versato in parti uguali ai quattro legali soltanto ad incasso avvenuto, secondo gli accordi tuttora vigenti.
CONVENZIONE CON I LEGALI – risulta soltanto oggetto di contestazione. Prova ne sia che nei giorni scorsi è stato versato ai legali del pool il saldo dei 30.000 euro concordati e confermato che la somma di 15.000 euro, prevista per i '98/99, sarà anche questa liquidata ad incasso avvenuto.
ACCELERAZIONE DELL'UDIENZA DI CASSAZIONE – richiesta sottoscritta e depositata sia dagli avvocati del Fondo, sia da tre dei legali dei ricorrenti.
Forse qualcuno ritiene più conveniente attendere qualche anno, anziché qualche mese, perché la Suprema Corte si pronunci. Appare, quindi, del tutto incomprensibile la mancanza della quarta firma.
RICORSO INCIDENTALE – tanto discusso e posto in dubbio. Peccato che nel mandato (cfr. documento allegato) conferito agli avvocati da tutti i ricorrenti - prima della redazione dei ricorsi - tale evenienza fosse già chiaramente prevista.
Perché qualcuno ha poi cambiato idea?
Infine ci si chiede, viste le considerazioni sopra indicate, cosa abbia giustificato tanto daffare per sollecitare le famigerate revoche, col risultato di lasciare ogni cosa del tutto invariata, sia nelle procedure che nei costi.
A chi serve l'intera operazione se non a qualcuno che vuole ribadire, ad ogni costo, le proprie ragioni, senza alcun riguardo per l'interesse generale?
Cari Amici, se volete ulteriori chiarimenti chiedeteli pure: sappiamo rispondere in modo preciso e, soprattutto, sintetico.
Il nostro sito è “www.piazzascala.altervista.org - cliccate sull'icona “Amici Comit Piazza Scala”: troverete persone documentate e disponibili.
Associazione “Amici Comit – Piazza Scala”
Milano, 11 luglio 2012

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