Era la primavera del 2012 quando ci siamo interrogati a lungo circa l'opportunità di fondare una nuova Associazione. Eravamo consapevoli che la frammentazione di una categoria già abbastanza vessata come la nostra, in un momento in cui i rapporti intergenerazionali attraversano una crisi epocale, non fosse di particolare giovamento alla nostra causa e ci esponesse anche a qualche critica.
Ci è venuta tuttavia in mente una frase scritta nell'immediato dopoguerra da Mattioli, di cui si è tornato a parlare parecchio in questi tempi oscuri: “Non possiamo rassegnarci agli eventi, per avversi che sembrino, né lasciarci da essi passivamente condizionare, ma dobbiamo capire e agire, o reagire, senza i pavidi tremori delle teste deboli e dei nervi fragili”.

E allora, nel nostro pur ridotto mondo, abbiamo ritenuto che non era il caso di lasciare perdere un’idea che ci aveva guidato e sorretto in questi anni, durante i quali avevamo collaborato con sacrificio ma anche con allegria per perseguire degli scopi che ci sembravano e ci sembrano tuttora giusti e utili, creando una collettività, in parte reale ed in parte virtuale, che ha avuto un peso più o meno rilevante nelle vicende di molti di noi. Purtroppo questo corso è stato forzatamente interrotto da avvenimenti che intaccavano in modo profondo la dignità delle persone, ma le abitudini e lo spirito con il quale siamo stati abituati ad operare ci inducono a non abbandonare l’opera intrapresa in conseguenza di difficoltà o di eventi avversi, specialmente quando gli stessi sono stati artificiosamente creati per scopi che ormai non sono più di alcun interesse e non ci riguardano ulteriormente.

Perché abbiamo voluto inserire, nella nostra ragione sociale, il richiamo a "Piazza Scala"? Non certo per una selezione geopolitica, ma perché è il luogo che identifica la Banca, dove tutti noi siamo, prima o poi, transitati, sia chi ci ha operato quotidianamente, sia chi ci venuto più di rado, in momenti però decisivi della propria vita lavorativa. Perché la piazza e l’edificio fanno parte della storia della Banca, come la Banca ha fatto parte della storia del nostro Paese. Non è certo fra le nostre intenzioni quella di creare un’associazione “milanese”. Il nostro scopo è di avere una rappresentatività non solo italiana, ma internazionale. Chi vorrà associarsi si troverà fra amici e sarà il benvenuto.