Comunicato n. 10 del 30 dicembre 2014

Aggiornamento sul Fondo Pensioni

Care Amiche, Cari Amici,

Lo scorso 23 dicembre sono scaduti i termini di legge per presentare opposizione allo Stato Passivo depositato, dal Fondo Pensioni per il Personale della Banca Commerciale Italiana (in liquidazione), il 7 novembre 2013. Pertanto nessuno può più vantare crediti verso il Fondo Pensioni eccetto quelli già iscritti nello Stato Passivo (pensionati fino al 1997 e "attivi") e quei soggetti che hanno, entro i termini di prescrizione, richiesto il riconoscimento del loro credito e presentato opposizione allo Stato Passivo.

Qui di seguito potete trovare una nota redatta dal Collegio Difensivo composto dagli Avvocati Civitelli, Fasano e Iacoviello. Dalla stessa emergono alcuni interessanti spunti che potrebbero portare ad una definizione, in tempi relativamente brevi, della vertenza con il Fondo Pensioni. 

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Ai nostri assistiti per il Fondo Comit.

La situazione della procedura ad oggi è questa:

1.    Da oggi 23 dicembre 2014 non sono più ammesse nuove domande tardive. Infatti è ormai scaduto l' ultimo termine previsto dall' art. 101 della Legge fallimentare (lo Stato Passivo era stato depositato il 7 novembre 2013, ed il termine per le opposizioni tardive è di 12 mesi, cui va aggiunta la sospensione feriale dal 1° agosto al 15 settembre).

2.    Da oggi solo chi ha già proposto l' opposizione può aspirare alla ripartizione delle somme, aggiungendosi a coloro a cui i Liquidatori avevano già riconosciuto il loro credito (cioè gli "attivi" e i "pensionati fino al '97");

3.    Questo significa in concreto che:
        a.    gli "attivi" non possono più mettere in discussione la somma loro attribuita dai Liquidatori. Infatti i Sindacati non hanno promosso alcuna opposizione allo Stato Passivo per i loro iscritti, neppure per rivendicare il famoso art. 27. La somma indicata dai Liquidatori per gli attivi è quindi intangibile e definitiva;
        b. Tutti coloro a cui i Liquidatori non hanno riconosciuto nulla, non sono più in tempo per proporre una opposizione, che è ormai scaduta. Quindi se anche venisse riconosciuta la vigenza dell' art. 27, ne potranno beneficiare solo coloro che hanno tempestivamente presentato un' opposizione tramite un Avvocato. Gli altri rimasti inerti non lo possono fare più.

4.    Alcuni sindacati (non tutti) avevano presentato un ricorso al Giudice del Lavoro (a firma propria e non dei lavoratori) per chiedere l' applicazione dell' art. 27.
       Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna alle spese.
       I sindacati hanno presentato un appello la cui udienza è stata fissata tra ben due anni, ovvero al 21.12.2016.
A nostro avviso il ricorso verrà nuovamente dichiarato inammissibile, anche perché  la legge non attribuisce ai sindacati il potere di agire in giudizio in proprio per interpretare un accordo collettivo, ma è necessario che le cause vengano promosse a firma dei singoli lavoratori, magari collettivamente, e questo non è avvenuto.
Speriamo solo che questa iniziativa inammissibile non faccia perdere altri due anni a tutti.

5.    E' quindi diventato veramente necessario tentare di raggiungere un accordo fra tutti gli interessati per far approvare subito un riparto.
        I tempi sono maturi poiché oggi sono scaduti i termini per ulteriori opposizioni.
        Un accordo riguarderebbe solo due categorie di persone:
        a. Coloro che hanno già proposto un' opposizione tramite un Avvocato;
        b. Coloro (come i pensionati fino al '97) per i quali i Liquidatori avevano già riconosciuto le somme spettanti

Gli altri soggetti (come gli "attivi" e comunque i "non opponenti") ormai non possono più mettere in discussione quanto deciso a suo tempo dai Liquidatori.

E' inutile continuare a litigare mentre i soldi intanto rimangono bloccati.
C' è la possibilità di fare un Riparto molto presto, ma occorre l' accordo fra i vari interessati.

La partita si gioca ormai solo più fra coloro che hanno già proposto l' opposizione e coloro che già erano stati ammessi al passivo dai Liquidatori.
Tutti gli altri (compreso i sindacati ed altri soggetti) sono ormai fuori dalla partita e magari rischiano solo di intralciare e di far perdere altro tempo.

Collegio Difensivo

Avv. Tommaso Civitelli, Avv. Pier Francesco Fasano, Avv. Michele Iacoviello

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Come è chiaramente evidenziato dagli Avvocati del Collegio Difensivo, la vertenza può essere risolta in tempi brevi soltanto mediante un accordo, che può essere effettuata tra i  legali che rappresentano le diverse parti (Fondo Pensioni e le varie Associazioni di Pensionati Comit).

Questa opera di transazione deve essere effettuata entro il prossimo mese di gennaio, prima che riprendano le udienze presso il Tribunale Fallimentare, in modo da consentire, agli Avvocati delle parti, di poter sottoporre al Giudice dott.ssa Mammone l'eventuale ipotesi d'accordo raggiunta.   

Non ci  resta, quindi, che auspicare che ognuno di noi, tramite le proprie conoscenze, possa farsi parte diligente per sensibilizzare l'Associazione di appartenenza o i rispettivi legali a valutare i termini del possibile accordo. Questa é l'unica soluzione che resta per chiudere la vertenza del Fondo Pensioni entro breve tempo e non aspettare altri anni per vedere riconosciuti i nostri diritti.

Un felice e sereno anno nuovo a tutti.

Associazione "Amici Comit - Piazza Scala"

per il Consiglio Direttivo

Il Presidente

Sergio Marini  

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