Consiglio di Amministrazione del Fondo Sanitario
(riunione del 25 settembre 2018)

L’argomento principale della seduta era costituito dall’esposizione delle previsioni di chiusura dell’esercizio in corso.

Le notizie non sono buone e bisogna solo sperare che i dati presentati siano improntati ad eccessiva prudenza.

E’ peraltro un dato ormai certo che la gestione del patrimonio stia fornendo un risultato pessimo, ancorché più o meno in linea con il mercato: in sostanza, se non si registrerà un segno negativo sarà un successo. Questo dopo anni di risultati positivi (24,66% dall’inizio della gestione, nel 2012). La carenza dei proventi della gestione finanziaria assesta un colpo significativo al risultato d’esercizio.

Pur tenendo conto del punto precedente, mi ha comunque fortemente stupito il risultato previsto nella gestione degli attivi. Se confermato in sede consuntiva, l’avanzo (71% in meno rispetto al 2017) non sarebbe sufficiente per conferire alla gestione quiescenti il contributo di solidarietà nella misura statutaria del 6% del totale contributi. La conseguenza sarebbe un risultato in pareggio della gestione attivi e un risultato negativo di quella dei quiescenti che comporterebbe, per la nostra categoria, una distribuzione solo parziale della quota differita, oltre ad un ricorso alle riserve dei quiescenti per il ripianamento del restante disavanzo.

Mi auguro che i dati definitivi siano diversi da queste previsioni, basate sulla proiezione dei risultati al 31 agosto. Si comincia comunque a ventilare, da parte di esponenti di nomina aziendale, una riunione delle fonti istitutive dalla quale non ci si può aspettare nulla di buono. Certamente sarebbe insensato apportare modifiche alle prestazioni o alle contribuzioni sulla base di dati provvisori o di studi attuariali.

Da parte mia ho insistito sull’abolizione della quota differita, particolarmente penalizzante nel caso di una distribuzione non integrale della stessa, in quanto l’iscritto, in sede di dichiarazione dei redditi, non sa come regolarsi e comunque si comporti ci va a rimettere. Farò in modo di tornare sull’argomento con i colleghi del CdA anteriormente al prossimo Consiglio. L’attuale Presidente del CdA Roberto Conte (cognome evidentemente di moda), di provenienza sindacale, si è mostrato persona ragionevole e favorevole al dialogo.

Filippo Vasta

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