L'iniziativa Vittorio Corna - una lapide sulla sua tomba

Care amiche, cari amici, nello scorso mese di giugno il sito internet “Piazza Scala”, gestito con dedizione e maestria dall’amico Alfredo Izeta, dedicò una pagina in ricordo di Vittorio Corna a seguito di uno scritto che era apparso su “facebook” a firma Rosanna Schiattone (visualizza). In tale breve messaggio era messo in evidenza come i resti mortali di Vittorio Corna fossero in stato di completo abbandono in un loculo di un ossario all’interno del Cimitero Maggiore di Milano. Tale celletta non riportava nessun segno identificativo del defunto, ma solo un triste numero di repertorio, scritto sopra un pezzo di scotch. 
Questo stato d’abbandono era per sua volontà, dato il suo carattere schivo, o dovuto a situazioni di necessità o, soltanto, per incuria? 
Tale quesito fu subito risolto: Elena Violano, nipote di Vittorio Corna e sua unica discendente, nel ringraziare per quanto fatto in memoria del nonno, chiese se qualcuno, tra tutti quelli che l’avevano conosciuto, potesse interessarsi della triste situazione e dare una corretta visibilità ai suoi resti mortali.
Elena risiede, infatti, da parecchi anni in India e, pur essendo lontana per motivi religiosi, dal culto cattolico dei morti, non disprezza l’attenzione che la nostra religione dedica ai defunti ed è dispiaciuta che suo nonno non abbia potuto, per alcune tristi vicissitudini familiari, essere ancora degnamente ricordato ai posteri. 
La nostra Associazione ha preso a cuore la questione e, pur non potendo intervenire direttamente per vincoli statutari, ha ritenuto che, nello spirito di “amicizia” che sempre lega tutti i dipendenti della Comit, potesse farsi promotrice dell’iniziativa e raccogliere - con il semplice sistema del “passa-parola”- tra un gruppo d’amici, la somma necessaria, non certo rilevante, per far porre una lastra di marmo sulla celletta ossario dove riposano resti di Vittorio Corna (cfr. foto allegata). A questa piccola colletta hanno partecipato i nostri soci: Francesco Basilico, Gregorio Cerra, Gioacchino Costantino, Leonardo Esposito, Francesco Fahrni, Domenico Gioffrè, Alfredo Izeta, Emanuele Lapegna, Gino Luciani, Sergio Marini, Giovanni Noera, Carmelo Profeta, Renzo Saitta, Stefano Tabanelli, Dino Vanin, Filippo Vasta, a cui va il nostro più sentito ringraziamento.  
Siamo, tuttavia, sicuri che molti altri nostri soci avrebbero desiderato partecipare a questa iniziativa: tanti, specialmente i più anziani di noi, hanno avuto modo di conoscere ed apprezzare le qualità morali ed umane di Vittorio Corna. Nella circostanza non era, infatti, possibile aprire una vera e propria sottoscrizione, sia per l’esiguità della spesa, sia per motivi pratici ed organizzativi.  
Adesso chi lo desidera ha un luogo degno per poterlo ricordare.  
E’ ora, anche, doveroso sapere qualcosa di più di Rossana Schiattone, l’artefice involontario di tutta la questione.Terminato il suo ciclo di studi presso l’Accademia di Belle Arti di Brera - Milano, la Schiattone ha preso la decisione di occuparsi, per la sua tesi di laurea, della vita di Vittorio Corna, divisa tra il lavoro bancario e la passione per l’arte e per i giovani artisti moderni. La tesi, dal titolo “Vittorio Corna promotore della collezione d’arte della Banca Commerciale Italiana tra la fine degli anni ’40 e gli anni ‘80”, traccia un quadro dell’attività della Banca negli anni ’40, del rapporto che ha legato Raffaele Mattioli a Vittorio Corna e dell’amore per l’arte, soprattutto contemporanea, che ha spinto il Corna a diventare “mecenate” di giovani artisti italiani. Tutto questo non tralasciando il puro lavoro bancario e le responsabilità, sempre maggiori, che ha assunto nella struttura della Comit.  
Per fare questo la Schiattone ha consultato, in primis, l’Archivio Storico di Banca Intesa; ha poi indagato sulla vita di Corna giungendo ad incontrare il portinaio dello stabile dove ha vissuto fino alla scomparsa; ha, quindi, intervistato personaggi famosi che l’avevano conosciuto o che avevano avuto modo di apprezzarne l’opera, tra questi ricordiamo Emilio Isgrò, Giorgio Ferretti e Francesco Tedeschi, curatore delle “Gallerie d’Italia”.   
Vittorio Corna ha trascorso tutta la sua vita lavorativa in Comit, dove nel 1967 fu nominato Capo del Personale, dopo Silvio Cipriani, col grado di Direttore Centrale. Carica che mantenne sino al 31 dicembre 1981, quando è stato collocato a riposo. Successivamente fu chiamato alla presidenza d’Assicredito, adoperandosi nel 1982 per la definizione, con le organizzazioni Sindacali del settore, del contratto collettivo nazionale di lavoro per gli impiegati, i commessi e gli ausiliari delle aziende di credito e finanziarie. Dopo lunga e dolorosa malattia, si spegne a Milano il 14 maggio 1989, assistito fino all’ultimo dal prof. Pierangelo Belloli.
Ora, le sue spoglie mortali – anche a memoria dei posteri - sono custodite nel Cimitero Maggiore di Milano, ossario “Piramide” reparto 122, repertorio 10269.
Un caro saluto,

Associazione “Amici Comit – Piazza Scala”

per il Consiglio Direttivo

Il Presidente

Sergio Marini
20 novembre 2014

   la tesi completa di Rosanna Schiattone
 
   la piccola lapide posta sulla tomba di Corna
 
Gentile signor Sergio Marini, la ringrazio per avermi fatto partecipe di questa bella iniziativa per Vittorio Corna.
E' un modo affettuoso e tangibile per potere ricordare una persona che non solo è rimasta viva nel ricordo di chi lo ha conosciuto, ma anche per me, che non lo ho conosciuto e ho avuto il privilegio di guardare le sue carte raccolte all'archivio storico della Banca Intesa, la sua scrittura minuta, ordinata e un po' nervosa, con colori diversi e sottolineature, con correzioni e schemi, e tutta la documentazione che raccoglieva, ordinava, fotocopiava, faceva battere a macchina e raccogliere in fascicoli realizzati artigianalmente...operazioni semplici, che prendevano molto del tempo oltre quello per esplicare il ruolo che ricopriva alla Comit.
Mi sono fatta un ritratto di Vittorio Corna, indirettamente, da questo suo modo di operare, che comunica volontà, disciplina e amore, curiosità per il mondo dell'arte, per le opere e quindi per le persone, le idee. Non c'è nulla di personale nelle carte conservate all'archivio, mai una nota che riguardi la sua persona. Eppure nei suoi commenti, nella sua volontà di comprendere, divulgare, entrare nel vivo dei linguaggi, nel suo cercare la precisione che non è analità, ma derivava da confronti sistematici con fonti autorevoli del mondo artistico, Vittorio Corna ha lasciato un suo ritratto preciso.
Poi alcune persone che mi hanno concesso un colloquio o una chiacchierata, mi hanno comunicato anche quegli aspetti di calore umano e simpatia di cui egli era generoso.
Scusate tutte queste parole, ma per me è stato un privilegio "incontrare" Vittorio Corna.
Un carissimo saluto
Rosanna Schiattone
20 novembre 2014