FONDO SANITARIO DI GRUPPO – IMPORTANTI NOVITÀ

Quantunque non ancora ufficialmente promulgate, segnaliamo le modifiche apportate dalle Fonti Istitutive, con un nuovo Accordo, allo Statuto e ai Regolamenti del Fondo relativamente ai contributi ed alle prestazioni, di cui alla recente comunicazione sindacale (cfr.allegato: clicca qui per visualizzarlo). La nostra esposizione si basa su informazioni circolate sul web. I provvedimenti entreranno in vigore a partire dal 1° gennaio 2014; ci riserviamo di apportare rettifiche all’informativa ove emergessero difformità quando le nuove regole verranno rese pubbliche.

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Non sono ancora passati tre anni da quando le Fonti Istitutive hanno celebrato la nascita del Fondo Sanitario Integrativo del Gruppo Intesa San Paolo. Ne erano state sottolineate le dimensioni, uniche nel panorama italiano, e soprattutto ne venivano ribaditi i principi di solidarietà, mutualità e universalità. Un patto intergenerazionale avrebbe legato dipendenti e pensionati, cui erano destinate prestazioni univoche, uguali per tutti.
Purtroppo i fatti erano apparsi ben diversi sin dall’inizio. La carenza di serie analisi, la mancanza di un piano industriale, la fretta di raggiungere un obiettivo a soli scopi propagandistici, avevano fatto sì che la vecchia Cassa Sanitaria sia stata cancellata con procedimenti a dir poco discutibili. Infatti, quattro Consiglieri della Cassa in rappresentanza della nostra categoria (Amici, Cobianchi, Colace, Marini) hanno presentato ricorso alla Magistratura per le irregolarità commesse e la vicenda volge a favore dei ricorrenti. La nuova istituzione mostrava subito il punto dolente: la tanto sbandierata solidarietà era tale solo a parole, mentre nei fatti penalizzava pesantemente la parte più debole, verso cui maggiormente si sarebbe dovuto attivare il presidio assistenziale. Era di tutta evidenza che la separazione delle gestioni fra Attivi e Quiescenti avrebbe cancellato decenni di gestione realmente equa e solidale.
Nei primi due esercizi il Fondo, nella sua gestione complessiva, ha prodotto consistenti avanzi di bilancio. Questo avrebbe potuto agevolmente consentire, per il primo triennio, il mantenimento integrale della solidarietà e, nello stesso tempo, studiare le misure per un maggiore equilibrio gestionale, basato su dati consuntivi e proiezioni attuariali.
Si è preferito invece accumulare, nella gestione dei dipendenti in servizio, ingenti avanzi d’esercizio, destinati a chissà a quali scopi, e penalizzare con drastici tagli le prestazioni a favore dei pensionati. Infine, pur con qualche aggiustamento nella misura del contributo di solidarietà, le Fonti Istitutive hanno tolto la maschera e hanno istituito separati regolamenti per la liquidazione delle spese mediche. Ormai, nei fatti, i Fondi sono due e, ineluttabilmente, uno di essi si avvia verso l’estinzione. Si sta così realizzando quello che era verosimilmente lo scopo originario, e cioè l’allontanamento dei Quiescenti, colpevoli di essere ammalati istituzionali, dato che, come affermavano gli antichi, la vecchiaia è essa stessa una malattia. In questo senso, è emblematica l’istituzione di un massimale per una delle patologie più frequenti dell’anziano, la cataratta.
Amareggia molto constatare come le OO.SS. abbiano pienamente condiviso e sostenuto – a difesa degli Attivi - questa “ghettizzazione” della categoria dei Quiescenti, alla quale anch'essi approderanno, presto o tardi.
Ecco un argomento di seria meditazione per i nostri Colleghi tuttora iscritti a tali Organizzazioni: chiediamo loro di intervenire sul proprio Sindacato per chiedere con determinazione opportuni chiarimenti.
Riportiamo, in breve, le principali modifiche che toccano la categoria del Quiescenti.

Statuto
Contributo di solidarietà 
Lo Statuto sinora in vigore prevedeva che la Gestione Attivi versasse annualmente alla Gestione Quiescenti un importo pari al 4% del totale dei propri contributi contabilizzati nell’esercizio. Tale percentuale è stata elevata dal 4% al 6% a decorrere dal 1° gennaio 2014. Si ricorda che per l’anno 2011 era stato stanziato un contributo straordinario di Euro 2,5 milioni a parziale ripianamento della perdita di gestione verificatasi in quell’esercizio; un contributo straordinario di Euro 1,5 milioni è stato stanziato per il 2012 e lo stesso ammontare è stato deliberato per l’esercizio 2013 tuttora in corso. 
Il beneficio numerico dell’incremento percentuale deliberato dipenderà dall’andamento dell’importo dei contributi apportati alla gestione attivi, cifra che tende a diminuire in conseguenza del declino del numero dei dipendenti. Tuttavia si può ragionevolmente prevedere che nel 2014 sarà superiore ai 2 milioni di euro, per un contributo nell’ordine complessivo di Euro 6,5 milioni, a fronte dei 4,8 milioni circa previsti per il 2013.
Contributi dei Quiescenti
Queste le nuove aliquote contributive previste dal nuovo Statuto a partire dal 1.1.2014:
3% per il socio (invariato)
0,25% per ogni familiare a carico, max 0,75% (ex 0,10%, max 0,30%)
1,50% per ogni familiare non a carico (ex 0,90%)

Regolamento delle Prestazioni
Al momento dell’istituzione del Fondo Sanitario, le prestazioni erano identiche per tutti i soci, attivi e quiescenti.
Dopo le risultanze del primo esercizio, è stata introdotta una prima serie di modifiche riguardanti le prestazioni a favore dei Quiescenti, con un Accordo delle Fonti Istitutive stipulato il 29 marzo 2012. Una seconda serie di modifiche è stata apportata con l’Accordo del 27 febbraio 2013. 
Dal 1° gennaio 2014 – a seguito di un ulteriore accordo delle Fonti Istitutive - entreranno in vigore due distinti Regolamenti delle Prestazioni, destinati rispettivamente agli Attivi e ai Quiescenti.. 
Le modifiche di volta in volta introdotte, volte a riequilibrare il disavanzo di gestione della Gestione Quiescenti, hanno comportato una riduzione nella percentuale delle spese mediche rimborsate agli iscritti, mediante:
• Innalzamento delle quote non rimborsate (franchigie), sia in percentuale, sia in cifra fissa;
• Creazione di limiti massimi di spesa (massimali) o abbassamento di quelli in essere;
• Innalzamento della parte liquidabile in via differita e solo in presenza di avanzo d’esercizio.

Si fornisce qui una sintesi dell’evoluzione del Regolamento

Prestazione Regolamento al 1.1.2011 Regolamento in vigore
post accordi 2012 e 2013
Regolamento Quiescenti
decorrenza 1.1.2014
Prestazioni Ospedaliere
Se a fronte di Grandi Eventi Patologici
Non previsti limiti franchigia 20% per evento
massimo € 1.500 
franchigia 15% per evento
massimo € 1.500
franchigia 25% per evento
massimo € 2.000
Franchigia 15% per evento
massimo € 2.000
Spese pernottamento familiari
€ 100 al giorno, max 30 gg.
solo per Grandi Eventi Pat. solo per Grandi Eventi Pat.
Alta diagnostica - limiti:
€ 15.000 per nucleo familiare
€ 30.000 in caso di G.E.P.
20% se indiretta, € 50 fissi 
se convenzionata
20% se indiretta, € 50 fissi 
se convenzionata
40% se indiretta, 30% se 
convenzionata
Prestazioni specialistiche
massimale: € 3.000
30% se indiretta
convenzionata: € 20 fisse per visita, € 35 per accer tamenti diagnostici
30% se indiretta
convenzionata: € 20 fisse per visita, € 35 per accertamenti diagnostici
40% se indiretta
30% se convenzionata
Mezzi correttivi oculistici
Quota a carico: 30%
max € 450 annuo 
per nucleo familiare
max € 350 annuo
per nucleo familiare
max € 250 annuo 
per nucleo familiare
Correzione dei difetti visivi max annuo € 1.500
franchigia 20%
max annuo € 1.500
franchigia 20%
max annuo 1.800
franchigia 25% 
inclusa l'asportazione
della cataratta
Cure dentarie
Franchigia 30%
max annuo € 1.500 più € 75 per ablazione Tartaro max annuo € 1.200 inclusa ablazione tartaro max € 600 annuo inclusa ablazione tartaro
Rimborsi - tempistica di liquidazione 
N.B. - Sinora la liquidazione differita non è stata mai effettuata ai quiescenti
indiretta:
80% immediata
20% differita
convenzionata: 
100% immediata
0% differita
indiretta:
60% immediata
20% differita
convenzionata: 
70% immediata
30% differita
indiretta:
70% immediata
30% differita
convenzionata
85% immediata
15% differita
Legenda: 
- diretta: accesso a strutture convenzionate col Fondo Sanitario, previa autorizzazione; 
- indiretta: accesso a strutture non convenzionate e successiva richiesta di rimborso al Fondo

Amici Comit – Piazza Scala
Sergio Marini
25 settembre 2013

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I commenti dei nostri lettori

  • da Leo: Nel confermare la necessità di cancellarsi dal sindacato che non ci tutela, Invece prima di uscire dal Fondo Sanitario valutare molto bene le prestazioni dell'eventuale "nuovo fondo o assicurazione" e soprattutto fino a che limite di età si è seguiti. Per quanto è a mia conoscenza non oltre gli 85 anni.

  • da Antonio: dopo le fusioni, fondo esuberi, legge sacconi, pensavo raggiunta la pensione un po' di pace, no! arriva il dilemma fondo sanitario, ma chi ci tutela?

  • da Giulietto: vi sarei grato ricevere una copia,non appena disponibile,del fondo sanitario ex-comit, per confrontarlo con quello con cui attualmente sono assic urato,io e la moglie...e scegliere poi il più conveniente.

  • da Ernesto: A cominciare dalle fusioni in poi ......ma che fine hanno fatto i SINDACATI ?????? non riesco più a capire se sono al servizio dei lavoratori o se utilizzano i lavoratori per farsi i comodi loro. Come sempre dopo aver incassato le tessere tutto tace!!! E' ovvio che l'azienda,specie di questi tempi cerca di tagliare dove può. Se trova terreno fertile non si ferma.

  • da Edoardo: E' proprio vero che ci vogliono far fuori!!!! L'ho provato già in passato e, proprio di recente, una domanda di rimborso, per 7 prestazioni (beneficiaria mia moglie di 73 anni) sostenute nel periodo febbraio-giugno c.a. per complessivi euro 561,63,mi è stata respinta interamente con motivazioni sicuramente discutibili su due prestazioni (compl.euro 191,29) a cui ho risposto in data 29/07 e per la quale a tutt'oggi non stato dato riscontro!!!

  • da Santo: Visto che le OOSS continuano a non tutelarci, invito tutti i colleghi , se non già fatto, a revocare la delega sindacale- Io ho chiesto il recesso per mia moglie, familiare non a carico, mi è stato risposto che non posso farlo: DEVO FAR DECORRERE TRE ANNI DALLA MIA ADESIONE (1/01/2012). Loro variano i massimali, le franchige e le quote e noi non possiamo recedere? Mi sembra francamente assurdo oltre che illegale!

  • da Felice: Se i pensionati non li vogliono più come soci lo dicessero chiaramente. A me pare evidente che ci vogliono eliminare!!!!

  • da Luisa: Deplorevole!!! abbiamo contribuito alla cassa sanitaria da attivi per sostenere i pensionati di allora e ora il concetto di solidarietà è cancellato!!! Ma perchè i nostri ex-colleghi in servizio si disinteressano del problema? il loro pensionamento è alle porte, gli anni corrono veloci... non credono si applichi la regola del "mors tua vita mea" (sic! mi è scappata!) Lo corso anno ho inviato la Vostra nota in argomento a un paio di colleghi che si sono dimostrati semplicemente rassegnati! che disastro! Finiti le "combattenti", i contestatori, i sindacalisti ruspanti, ecc... Comunque per fare qualcosa... e sentirmi non del tutto inerme ho coinvolto i sindacalisti della UILCA Lombardia... vedremo se sono al corrente e con che faccia ci rispondono...

  • da Gianpiero: Allo stato delle cose, veramente esecrabili, non sarebbe forse iol caso di vedere veramente qualche compagnia di assicurazioni?

  • da Vincenzo: Atteso che, quando si passa da "personale in servizio" a "pensionati", viene sottoscritta l'adesione al fondo per tre anni, sulla base delle regole in vigore in quel momento. Se negli anni successivi, queste regole vengono stravolte, con un peggioramento delle prestazioni, è possibile richiedere la revoca dell'adesione?

  • da Stefano: Come si evince dall'indirizzo io vivo in Grecia e fino ad oggi non ho preso un euro dal fondo perche' mi sono sempre servito del serv sanitario greco. Ho fatto tre interventi agli occhi ed ora ho bisogno di acquistare occhiali che supereranno i 1500 euro. bel rientro di spesa! ora, l'eta' avanza ma se queste sono le ultime condizioni penso seriamente a dimettermi.

  • da Claudio: Attualmente in esodo (e senza stipendio) ma penso che quando passero pensionato usciro dal fondo sanitario. Mi dispiace solo che ci saranno i soliti furbetti che si divideranno il maloppone in quanto se quasi tutti i pensionati se ne vanno i soldi andranno ai colleghi in servizio che si faranno pagare anche le aspirine.

  • da Maurizio: conviene rimanere assicurati nonostante il peggioramento delle prestazioni. Le alternative valutate non danno valide garanzie. Bisogna invece che tutti facciamo pressione sui sindacati perché non si allineino sempre alle decisioni della banca contro gli interessi dei lavoratori (di ieri) e che gli attivi di oggi saranno i pensionati di domani!!! E comunque non capisco perché peggiorare le prestazioni per accantonare milioni di euro. Per farne CHE ??????

  • da Franco: POTENDO CONTARE SU DI UN NUMERO COSI ALTO DI ISCRITTI NON SI POTREBBE FAR VALUTARE LA NOSTRA POSIZIONE DA ALTRA COMPAGNIA?

  • da Adelio: Auguro agli attivi di avere una vecchiaia serena!! E vorrei sapere che fine ha fatto l'attivo del vecchio Fondo Comit.

  • da Giuseppe: Ma non possiamo inoltrare tutte queste notizie alla Magistratura? Non si sta forse perpetrando una enorme truffa a carico degli attuali e prossimi pensionati? I colleghi in attività non si rendono conto di quello che li aspetta?

  • da Roberto: Credo che, concretamente, non resti che attendere la pronuncia della magistratura sul ricorso presentato dai Colleghi sopra menzionati sulle irregolarità commesse all'atto della istituzione di questo mostro di Fondo e chiedere conto dell'utilizzo delle pingui riserve accantonate con i nostri soldi. Qualcuno infine crede ancora alla favola dei sindacati che sostengono gli interessi dei lavoratori, attivi e quiescenti? Pensate a quando Passera aveva pubblicamente declamato al Lingotto che gli esodi sarebbero stati esclusivamente su base volontaria ed a quanto hanno sottoscritto poi i sindacati!

  • da Giuseppina - E' vergognoso!!!!!!

  • da Ezio: Grazie ai nostri colleghi che spendono il loro tempo ed energie per seguire ed indirizzare, ove possibile, scelte fatte dal altri. Penso che, mai desistere... però...,, sia ormai chiaro che non si potrà mai cambiare l'impostazione data dalle Fonti Istitutive e dai Sindacati (non essendo rappresentati) che non si interesseranno dei pensionati che non contano nulla per il loro "potere" . Tutti concetti giusti ... ."solidarietà".... ma tutto è cambiato ed anche noi se fossimo in attività ragioneremmo diversamente. In più della Comit rimarrà forse qualcosa nei libri ma se siamo stai comprati (nessuna critica a qualcuno in particolare) ci sarà ben stata una ragione. I valori della Comit non sono nella banca che c'è ora che ha che fare con un mondo diverso.
    Le pizzate però rimangono!, così i ricordi!

  • da Agostino: Noi abbiamo lottato per tutta la nostra vita lavorativa per la SOLIDARIETA', ma la parola è passata di moda.
    Quando ci si può dimettere dal Fondo Sanitario? Ormai non c'è più speranza, poveri sindacati, era meglio quando i sindacalisti lavoravano come gli altri : altro che distaccamenti!

  • da Felice: La Cassa è l'ultimo cordone che ci lega alla Banca. Tagliamolo così l'avremo fatta finita con questa gentaglia. Loro saranno contenti di aver raggiunto l'obiettivo di mandarci via e noi almeno non ci faremo più prendere, anno dopo anno, per i fondelli ed anche derubare. Lasciamoli perdere i rimpianti: questa ormai da tempo non è più la nostra banca.

  • da Massimo: Come dicono a Roma:"tanta salute a chi,come il Dr.Micheli ha voluto distruggere la cassa e,soprattutto,la solidarietà.

  • da Franca: Tempo fa ho espresso il mio disappunto ad un rappresentante della FABI di Lecco, a cui sono icritta. Si è messo ad urlare dicendo che il sindacato non aveva colpe, ma che tutto dipendeva dalla banca! Interpellata altra sindacalista di Fabi Treviglio, risposta "Fatti fare un preventivo da una compagnia di assicurazione e vedrai che cifra, altro che il Fondo Sanitario Intesasanpaolo!". Perchè non inondiamo di mail di protesta le sedi centrali dei sindacati dei bancari?

  • da Antonino: MALE IN PEGGIO.I QUIESCENTI SEMPRE PIU' BISTRATTATI.C'E' POCO DA COMMENTARE O TI MANGI LA MINESTRA O TI.......

  • da Manrico: E' evidente che si desidera allontanare i quiescenti. Per assurdo, sarebbe stato corretto chiudere la vecchia gestione liquidando quanto presente "in cassa" ed accogliere, chi lo desiderava, in una nuova Cassa Sanitaria non alimentata da vecchi apporti che non si intende piu' liquidare a favore degli ex dipendenti. Anche perchè, mi pare che ai quiescenti non si voglia liquidare piu' niente o quasi.

  • da Gianpaolo: La scarsa considerazione del Fondo e delle OO. SS. nei confronti dei Quiescenti mi indurrà a breve a disdire la mia iscrizione al Sindacato e a ricercare forme assistenziali più favorevoli.

  • da Armando: Pur "turandomi" il naso di fronte al tanfo procurato dalla mancanza di solidarietà verso noi quiescenti e nel prendere atto dee "dictat" bolscevici a nostro sfavore, domando:
    1) ma non c'è proprio un limite nello Statuto/Atto Costitutivo a questa loro facoltà di vessarci in tutti i modi?
    2) non vi sembra che - indipendentemente dalle franchigie alzate a ns sfavore e dalle minori p0restazioni assicurateci - dovrebbe comunque permanere (tra gli Attivi e noi) un equilibrio/proporzione tra costi e ricavi, o meglio tra "sghei" sborsati per l'iscrizione annuale e i rimborsi delle spese mediche sostenute. Questo almeno in termini percentuali????

  • da Luigi: Ecco un argomento di seria meditazione per i nostri Colleghi tuttora iscritti a tali Organizzazioni: chiediamo loro di intervenire sul proprio Sindacato per chiedere con determinazione opportuni chiarimenti." Ma invece di chiedere sparpagliati chiarimenti singolarmente, che ovviamente non producono alcun effetto concreto (anche in quanto solo "chiarimenti"), non si può organizzare una bella minaccia scritta di revoca di massa delle iscrizioni, promuovere una qualche causa legale, insomma fare qualcosa di concreto? Stupirsi e lamentarsi va bene ma è inutile, non porta ad alcun risultato. Oppure abbiamo le mani legate, nessun margine di manovra e quindi accettiamo pure tutto con rassegnazione?

  • da Giampaolo: Mi chiedo se valga ancora la pena di rimanere iscritto. Comprendo che il Fondo cerchi di escludere i quiescenti peggiorando di volta in volta le prestazioni, ma se non ci sono speranze di ottenere un differente trattamento che tenga conto dell'aspetto solidaristico tra dipendenti e quiescenti, vale la pena che mi faccia carico di pagare oltre 200 euro mensili?
    Mi è capitato di pagare una franchigia per esami diagnostici che superava di gran lunga il costo del ticket previsto dalla Regione Lombardia!!!!