CASSA SANITARIA PER IL PERSONALE DEL GRUPPO INTESA
riunione del Consiglio in data 24 giugno 2013
 

La principale voce all'Ordine del Giorno riguarda l' esame ed approvazione del Bilancio consuntivo al 31.12.2012.
Dopo la relazione del Presidente Dott. Gabriele Stefani, ho chiesto la parola per motivare il voto contrario dei tre Consiglieri presenti, in rappresentanza della categoria dei Pensionati (Cobianchi, Amici e Marini – assente Colace).
In primo luogo ho contestato le irregolari procedure adottate per la “confluenza” della Cassa nel nuovo Fondo Sanitario di Gruppo, già all'esame della Magistratura a seguito di denuncia presentata dai quattro Consiglieri “pensionati”; ho poi sottolineato che l'approvazione definitiva del Bilancio in esame configura ulteriori violazioni delle norme statutarie, come in appresso specificato:
Art. 20 – Attribuzioni ed esercizio delle funzioni del Consiglio di Amministrazione 
h) predispone e presenta all’approvazione dell’Assemblea dei Soci il rendiconto annuale nonché la relazione generale attinente alla situazione finanziaria e all’attività svolta e programmata; 
Art. 18 - Assemblea dei Soci 
L’Assemblea approva il Rendiconto annuale e le relazioni del Consiglio di Amministrazione e del Collegio dei Revisori.
In mancanza di replica, il Bilancio è stato approvato a maggioranza, con:
 4 voti contrari (i nostri tre + Gambini- FALCRI) ;
 1 assente al momento del voto (Manna-SINFUB).* * *Nelle “varie” ho ripreso la parola per ricordare che, a seguito delle illegittime deliberazioni adottate a suo tempo dal Consiglio della Cassa, il Fondo Sanitario continua a penalizzare pesantemente la nostra categoria, presentando nel bilancio 2012
 un utile della sezione attivi di oltre 11 milioni di €uro;
 una perdita nella sezione Pensionati di quasi 5 milioni di €uro;
 un potenziale utile di 6,7 milioni di €uro, in caso di compensazione fra le due gestioni.
Nondimeno si è preferito, applicando uno statuto che separa le due sezioni in maniera “blindata”, penalizzare le prestazioni per i Pensionati, privandoli del pagamento delle quote “differite” per 4,7 milioni di €uro.
Un vero capolavoro!
Spiace inoltre che i Pensionati non possano partecipare neppure ai gruppi di lavoro che, in maniera ricorrente, rivedono “in pejus” le “loro” prestazioni.
In conclusione, ho rammentato al Consiglio che la proposta di conciliazione per il ritiro della vertenza giudiziaria resta quella presentata già nel corso della prima udienza; basta aggiungere nello Statuto una frase del tipo ...” la sezione Attivi coprirà le eventuali perdite della sezione “pensionati”, sino a concorrenza delle proprie disponibilità....”
Nessun commento da parte dei presenti.Sergio Marini - 26 giugno 2013