Care amiche e cari amici,
riteniamo opportuno pubblicare l'ultimo comunicato dei Liquidatori del Fondo Pensioni, che fa giustizia in merito a diverse - e spesso del tutto infondate - affermazioni fatte da altri in questa intricata materia.
In vista dell' incontro con le Organizzazioni Sindacali Aziendali, già convocato dai Liquidatori il 19 marzo scorso, abbiamo attivato contatti con alcuni Esponenti di tali Organizzazioni, nell'intento di scongiurare eventuali difficoltà che possano ritardare l'attesa conclusione della liquidazione.
Vi terremo aggiornati sul seguito.
Amici Comit - Piazza Scala 
05 marzo 2013
 

Comunicato dei Liquidatori del Fondocomit dell’8.3.2013 
Osservazioni sugli ultimi comunicati delle Associazioni dei Pensionati Comit

Il “Comunicato n. 5 del 26-2-2013” (non congiunto con UNP, ma pubblicato anche sul sito UNP) cerca di replicare al comunicato del Fondo “RISPOSTA ALLACAMPAGNA PROMOSSA SUL SITO ANPECOMIT del 18.2.2013 (http://www.fondocomit.it/18022013.PDF) e si compone di due parti: una prima a firma Antonio Masia (Presidente Anpec), molto lunga, nella quale si ripetono i cavalli di battaglia dell’Anpec anche sulla storia passata (con tesi ampiamente smentite in tutti giudizi sinora svoltisi), la seconda a firma ddl’Avv. Pileggi.

Senza ulteriori repliche (il nostro comunicato è già completo), ci si limita a segnalare un paio di “perle”:

1 L'intervento del Presidente Masia inizia così: “Vi rinviamo, per una completa lettura delle intemerate e delle valutazioni dei Liquidatori, al sito del Fondo www.fondopensionicomit.it- comunicazioni 
Peccato che il collegamento al sito del Fondo che viene fornito è sapientemente sbagliato: non è mai esistito un sito fondopensionicomit, ma così si è più sicuri che nessuno legga davvero cosa scrivono i Liquidatori.
2 L’Avv. Pileggi scrive all’inizio delle sue “confutazioni “E’ stato il Fondo a notificare in data 29 novembre 2011 il primo ricorso in Cassazione...” La circostanza è notoriamente falsa: il primo ricorso in Corte di Cassazione è stato notificato al Fondo in data 25 novembre 2011 da parte di 42 ricorrenti, molti dei quali autodefinitisi - sul sito dell’Anpec - come coloro che hanno “dato vita” all’Anpec. Per chi vuole verificare la circostanza, alleghiamo in PDF le cosiddette “relate di notifica”: in alto il ricorso notificato al Fondo il 25.11, in basso la notifica del Fondo del successivo 28.11.11 (visualizza il documento)


Infine, alcuni Pensionati esprimono in modo ironico (ma ugualmente fermo) il proprio disagio (http://www.piazzascala.altervista.org/carosello(N.d.R.: in realtà si tratta di un articolo satirico – è stato infatti archiviato sub “Ridiamoci sopra!” – pubblicato sul sito PIAZZA SCALA e scritto non “da alcuni pensionati” ma dal collega Giorgio Cozzi, asso della satira e autore della vignetta contenuta nel pezzo stesso….) sollecitando i Liquidatori a “guardare la realtà con un po ' di coraggio”. Il problema però non è la mancanza di coraggio né di fantasia (semmai di “altruismo” per restare all’esempio musicale).
I Liquidatori in questo contesto sono “pubblici ufficiali” e hanno come compito di liquidare il patrimonio del Fondo. Sono loro i primi a dolersi del fatto che la liquidazione si stia “trascinando”, ma non possono ovviamente impedire a quanti ritengono lesi i propri diritti di fare causa (anche se poi il paradosso è che siano costoro a imputare al Fondo l’allungamento dei tempi di liquidazione!).
Per essere concretissimi, sperando di chiarire una volta per tutte il concetto: i Liquidatori hanno sempre visto come opzione possibile l’applicazione delle cifre portate dal famoso Accordo UNP/Anpec (reso possibile anche da alcuni che poi hanno dato vita all’Associazione Amici Comit), purché questa consentisse una “più rapida soluzione”. Corte d’Appello prima e Corte di Cassa/,ione poi non hanno ritenuto di fare propria questa soluzione. Ora, nel predisporre lo stato passivo, i Liquidatori (nel rapporto con le Autorità di Vigilanza) opteranno per la soluzione che presenti (per quanto sia possibile prevedere) il minor numero di opposizioni.
E dunque: l’applicazione degli importi portati dall’Accordo UNP/Anpec dovrebbe ridurre di molto il numero di coloro che hanno fatto causa finora (ma non è dato sapere quanti pensionati “vecchi” o loro eredi o altri scontenti potrebbero proporre giudizi); ma questa strada diventerebbe impraticabile se le OO.SS. non diranno con chiarezza che in questo caso gli “attivi” (assai numerosi e facilmente “mobilitabili”) non faranno causa a loro volta. Chiunque capisce che se gli “attivi” decidessero di opporsi allo stato passivo, il numero di cause sarebbe tale che la liquidazione anziché velocizzarsi diventerebbe ancora più lunga