Comunicato n. 5 del 14 settembre 2017

Care Socie e cari Soci,

passate le vacanze, abbiamo subito ripreso le fila del discorso su argomenti di particolare interesse.

E’ consuetudine della nostra Associazione portare a conoscenza dei Soci esclusivamente notizie certe e confermate, ottenute da fonti ufficiali, senza “rincorrere” quella ridda di notizie, a volte incomplete e non verificate, che circolano sul Web.

Liquidazione del Fondo Pensione Comit – Distribuzione delle plusvalenze.

Come noto, il nostro Fondo Pensione, dopo il raggiungimento di un accordo transattivo con l’Agenzia delle Entrate in merito alle irregolarità fiscali rilevate in occasione della cessione del patrimonio immobiliare, aveva comunicato, in data 19 aprile e 2 agosto u.s., la prossima distribuzione agli aventi diritto della cifra che si era resa disponibile rispetto ai maggiori accantonamenti stanziati a seguito dell’insorgere della vertenza.

Tale segnalazione ha giustamente generato delle più che legittime aspettative e, con il passare del tempo, dell’altrettanto fondate rimostranze, poiché la stragrande maggioranza dei colleghi non ha sinora visto, per questa erogazione, il becco di un quattrino.

Raccogliendo le proteste, abbiamo cercato presso diverse fonti di capire la situazione e i possibili tempi in cui saranno eseguiti i pagamenti. Le conclusioni che abbiamo tratto non ci inducono all’ottimismo circa un’erogazione a giorni; riteniamo ragionevole una previsione che porti all'invio delle prime lettere dal prossimo mese di ottobre e il completamento dei pagamenti entro la fine dell’anno corrente (entro novembre nella migliore delle ipotesi).

Infatti, i conteggi delle ritenute fiscali, in ottemperanza alla corrente normativa (che ricalca i principi applicati al TFR) sono eseguiti da Previnet (la società sorella di Previmedical). Le aliquote sono applicate individualmente, per rendere l’imposizione, che è a titolo d’acconto, quanto più vicina possibile a quella definitiva che sarà calcolata dall’Agenzia delle Entrate, evitando così che il pensionato, entro il quarto anno successivo all’erogazione, riceva una cartella a saldo d’importo eccessivamente elevato (un minimo di conguaglio bisogna comunque aspettarselo). Come tutte le società di servizi, Previnet persegue l’ottimizzazione degli utili e non abbonda certo di personale. Ricordiamo che questi importi, per i quali il Fondo trasmetterà a inizio 2018 un’apposita CU (Certificazione Unica, ex CUD), sono soggetti a tassazione separata e non vanno dichiarati fra i redditi dell’anno.

I colleghi, dei quali il Fondo conosce con certezza le coordinate bancarie - e che due anni fa avevano ricevuto gli importi a loro spettanti direttamente sul  c/c – dovrebbero essere già stati accreditati di quanto a loro dovuto. Fanno eccezione i pensionati 98/99, che in questa tornata non riceveranno nulla, avendo ottenuto una percentuale privilegiata in occasione delle precedenti erogazioni. Restano, comunque, impregiudicate l’eventuali loro legittime aspettative.

Gli altri pensionati (la maggioranza) riceveranno, invece, una lettera (all’indirizzo di PEC a suo tempo comunicato al Fondo o per posta ordinaria) con la quale dovranno rivolgersi a una filiale della Banca, dove incasseranno l’assegno loro spettante.

A quanto abbiamo capito, si avvicinano ormai a diecimila gli eredi subentrati ai circa quattromila pensionati deceduti, con le complicazioni relative. Sono cifre, purtroppo, destinate a crescere se la liquidazione non si avvierà rapidamente verso la sua conclusione. A questo riguardo, nel caso di decesso di un pensionato del Fondo, gli eredi devono limitarsi a segnalare al più presto il triste evento al Fondo Pensioni Comit, per consentire allo stesso di avviare la pratica di successione.

Ulteriori conteggi e verifiche riguardano gli attivi, che dovrebbero ottenere il trasferimento dell’acconto al Fondo Pensioni di Gruppo.

Intanto, è in corso di nomina il Collegio Arbitrale che dovrà dirimere la vertenza fra Fondo e Beni Stabili, per determinare chi dovrà accollarsi le imposte versate al fisco dopo l’accordo transattivo con lo stesso. Dopo la conclusione di questa diatriba, si potranno eventualmente liberare altri fondi; a questi si aggiungono, man mano, gli importi già accantonati a fronte dei diversi ricorsi (zainettati, 98/99), e parzialmente liberati a seguito delle rinunce di diversi fra i ricorrenti a proseguire l’azione giudiziaria.

Continueremo, come ovvio, a seguire questa penosa vicenda, augurandoci che da qui ai prossimi mesi anche gli ulteriori capitoli andranno a compimento. Ogni nuova informazione di cui venissimo a conoscenza sarà da noi diffusa con la massima tempestività.

Cassa Sanitaria Intesa – Consiglio d’Amministrazione dell’11 settembre 2017

Nel corso della riunione si sono esaminati a fondo i risultati e i criteri della gestione delle riserve che il Fondo Sanitario di Gruppo ha restituito alla Cassa a seguito della sentenza del 2014 che aveva riconosciuto non valido lo scioglimento di quest’ultima e accolto in pieno le richieste formulate dai quattro Consiglieri – Amici, Cobianchi, Colace e Marini assistiti dall'Avv. Iacoviello – che si erano opposti alla confluenza della Cassa stessa nel nuovo Fondo Sanitario (cfr. Comunicato Direttivo n. 4 del 2 luglio 2017).

Come è noto, si tratta di oltre 34 milioni di euro che sono valorizzati seguendo le medesime linee d’investimento adottate dal Fondo Sanitario di Gruppo, per agevolare - quando sarà il momento – la restituzione al medesimo del montante maturato.

Dopo l'approvazione del bilancio 2016, avvenuta in via definitiva in violazione dell'art. 6 dello Statuto che ne prevede la ratifica da parte dell'Assemblea degli Iscritti; come di consueto, Sergio Marini, presidente della nostra Associazione, ha letto e depositato una dichiarazione nella quale si rileva l'irregolarità di questa procedura che, oltre a violare lo Statuto, disattende anche alle due sentenze emesse dal Tribunale di Milano sia in primo grado che, recentemente, in appello.

L'argomento principale – esame della sentenza d'appello e valutazione sul ricorso per Cassazione – è stato rinviato a un prossimo Consiglio, che si terrà non appena saranno conclusi i contatti in corso fra Banca Intesa San Paolo e i propri legali.

In occasione del citato Consiglio, l'Avv. Iacoviello ha predisposto un dettagliato e “succoso” documento nel quale si spiega che detto ricorso non può essere presentato, in presenza di un palese “doppio conforme”, vale a dire due sentenze che, con le medesime argomentazioni, danno ragione ai ricorrenti e torto sia al Fondo sia alla Cassa.

Vi terremo aggiornati sul seguito,

Riapertura ufficio di Milano dell’Associazione

Dopo la pausa estiva, l’ufficio di Milano in via Olmetto, 5 sarà aperto al pubblico tutti i giovedì non festivi, a partire dal 21 settembre, con il consueto orario dalle ore 15.00 alle ore 17.00.

 Cari saluti

Associazione “Amici Comit – Piazza Scala”
per il Consiglio Direttivo
Il Presidente
Sergio Marini

Milano, 14 settembre 2017

Amici Comit - Piazza Scala - Associazione senza scopo di lucro - Sede legale: Milano – 20123 – Via Olmetto, 5, 1° piano 

Telefono: 02.49637689; telefax 02.86993624 -  Email: amicicomit@gmail.com - amicicomit@tiscali.it - Codice fiscale: 97623890155

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